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Gran Priorato d’Italia
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5 – Il G. Priorato d’Italia – OSMTH

 

5.1 -  La situazione italiana è stata descritta fino al 1997, anno che concluse un’epoca di grandi fluttuazioni. L’attuale G. Priorato d’Italia, infatti, è nato il 10 dicembre 1997, con un piccolo gruppo di membri rimasti fedeli all’ortodossia templare.

Agli inizi, ovviamente, la struttura era molto piccola (parte dei Templari italiani aveva seguito il Gruppo Bagnai) ed aveva tre sole Commende, concentrate a Roma, Osimo (Ancona) e Palermo. Successivamente, si aggiunsero le Commende di Caserta, di Arezzo e di Siena.

Non si trattava di una situazione molto favorevole, sia per le difficoltà frapposte dall’esistenza di molti gruppi templari o sedicenti templari, sia per la difficoltà di assicurare un rapporto omogeneo tra i membri del G. Priorato, provenienti da origini e da associazioni diverse.

Ciò portò il G. Priore, eletto nel dicembre del 1997, ad elaborare una serie di documenti a carattere istituzionale, per stabilizzare il Rituale, per l’organizzazione del G. Priorato e per i diritti ed i doveri dei Cavalieri (il De Magni Priorati Italiae Codice Militum Templi).

Nel luglio 2002 l’OSMTH (di cui il G. Priorato d’Italia è stato membro fondatore nel 1998) è stata riconosciuta dall’ONU quale ONG internazionale e membro del Comitato Economico e Sociale (ECOSOC) delle Nazioni Unite, divenendo in tal modo l’unica organizzazione templare riconosciuta sul piano internazionale.

L’azione dell’OSMTH si sviluppa, secondo i suoi Statuti, su tre direttrici fondamentali: la solidarietà, la cultura (essenzialmente storica, con particolare riferimento al Medioevo) e la  formazione, nel quadro di uno scenario che pone al primo posto l’ecumenismo cristiano e, poi, la parità fra uomini e donne e l’assoluta trasparenza degli atti dell’Organizzazione.

 

5.2 - Su queste linee, che coincidono con gli Statuti del G. Priorato d’Italia, lo sviluppo del G. Priorato ha dato luogo, progressivamente, a 38 Commende, distribuite in tutto il territorio nazionale. Attualmente il G. Priorato d’Italia è il maggior gruppo numerico europeo, con circa 50 Commende in Italia ed all’estero e quasi 500 Cavalieri.

A questo sviluppo, poi, ha concorso il fenomeno delle giurisdizioni estere accordate all’Italia. I principali Paesi soggetti a tale giurisdizione sono stati la Bulgaria, la Romania, la Croazia, la Spagna, la Slovenia, ed il Sudafrica. A questi Paesi si sono recentemente aggiunti anche Albania, Ungheria e Moldavia. Tutti questi Paesi adottano il Rituale ed il Codex (debitamente tradotti nelle loro lingue nazionali) e le stesse insegne del G. Priorato d’Italia.

Parallelamente alla costituzione del G. Priorato ed alla sua equivalente Associazione civile, è stata costituita l’Accademia templare, in forma autonoma, per tutte le attività culturali, con una Sezione croata ed altre due, in fase di formazione, romena e spagnola.

L’Accademia ha svolto un’intensa attività di formazione, con conferenze, mostre, concerti, convegni, per una media di circa trenta eventi culturali all’anno. Inoltre, sempre con l’Accademia, sono stati attivati  4 masters sul tema: Mille anni di storia templare, di cui 3 a Roma ed 1 a Caserta,  che hanno registrato un successo incoraggiante. Sono in previsione, per il 2012, altri due masters, rispettivamente,  a Palermo ed a Firenze.

L’attività del G. Priorato si esplica, poi, nel settore della solidarietà, con un flusso medio annuale di interventi di circa di € 40/60.000,00. Tali interventi sono stati realizzati all’estero ma, soprattutto, in Italia, in relazione alle esigenze prospettate dalle varie Commende.

 

6 - Le altre organizzazioni templari o sedicenti templari

 

A partire dal secondo dopoguerra, la proliferazione templare è stata particolarmente fertile in Italia, anche perché la Repubblica italiana, avendo abolito tutti gli Ordini cavallereschi ed i titoli nobiliari, tranne alcuni riconosciuti dallo Stato, paradossalmente ne ha reso libera la costituzione.

Per quanto frammentati in molteplici organizzazioni tra loro rivali, la diaspora templare sembra avere un minimo comune denominatore: quello di richiamarsi tutti all’eredità spirituale degli antichi Fratelli templari.

Esistono degli Ordini ed altre organizzazioni similari, che si definiscono Congregazioni, più o meno religiose o che cercano di essere considerate tali, per acquisire credibilità nei confronti della Chiesa cattolica.

La proliferazione delle associazioni templari o sedicenti templari, in Italia, ma non soltanto in Italia, è particolarmente scoraggiante, anche se ciò può essere interpretato come una singolare forma di sopravvivenza di un’idealità templare, talvolta anche sincera, ma molto più spesso truffaldina.

Si tratta di un fenomeno che deriva, da un canto, dalla pochezza della situazione internazionale e da una serie di ragioni quasi sempre riferibili al protagonismo ed al leaderismo dei rispettivi creatori.

I tentativi di unione sono sempre stati frustrati da interessi e da rivalità personali né, subito dopo la seconda guerra mondiale, la situazione è migliorata. È la valorizzazione del nulla, non essendo in grado di affrontare problemi più seri.

Né, per quanto riguarda l’Italia, dopo il Ventura, le cose sono andate meglio.

La restaurazione di taluni principi e di un’organizzazione credibile, a parte l’esperienza OSMTH, resta una chimera: i gruppi templari nascono (e muoiono) come funghi dopo un temporale d’estate. Ognuno vi mette le proprie ambizioni e crede di parlare al mondo. Ma la verità è molto più modesta.

In tutti questi gruppi è manifesta la tendenza, quasi ossessiva, di ottenere un riconoscimento qualunque dalla Chiesa di Roma, al punto da spacciare per tale anche la disponibilità di un Vescovo a riconoscere un’associazione sportiva di tipo scoutistico per un riconoscimento della S. Sede!

Anche il G. Priorato d’Italia ha cercato più volte di stabilire dei rapporti di reciproca collaborazione con la S. Sede, sottolineando il fatto di non avere alcun interesse a riconoscimenti canonici od a revisioni storiche od ideologiche ma, piuttosto, alla cooperazione con la Chiesa, nella misura delle risorse disponibili, come Cristiani ispirati da un’unica fede, instaurando rapporti di buon vicinato.

L’atteggiamento della Chiesa, a fronte di tali richieste, è sempre stato elusivo. A maggior ragione, lo è quello della S. Sede che, in quanto Stato, non può riconoscere se non i propri Ordini e quelli legittimati degli altri Stati della Comunità internazionale.  

D’altro canto, la posizione della Chiesa esige assoluto rispetto, tenendo conto del fatto che il fenomeno templare è relativamente recente e, spesso, inquinato da comportamenti non sempre lodevoli.

Anche per questi motivi, il silenzio della Chiesa cattolica, a fronte alla ricorrente smania delle molteplici organizzazioni templari o pseudo templari di farsi notare e di ottenere un riconoscimento da parte del Vaticano, è piuttosto eloquente.

Storia del Gran Priorato d’Italia

L’Utopia Templare

 

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